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DAY ONE

oggi è iniziato il master XV! il nostro master!

dopo tanta attesa e tante fantasie su come sarebbe stata questa giornata, finalmente è arrivata..

la mattinata è stato il momento delle presentazioni e di un’introduzione generale, dove ci siamo trovati per la prima volta tutti insieme, seduti fianco a fianco, a darci pizzicotti per capire se fossimo ancora in un sogno, non convinti che la realtà potesse essere davvero così bella.

nel pomeriggio abbiamo dato inizio al primo modulo di lezioni, mettendo le mani su Autdesk Maya e assaggiando le primissime nozioni di modellazione 3D.

l’entusiasmo è a mille, la voglia di fare-imparare-crescere anche. spero davvero che riusciremo tutti a viverci al meglio quest’avventura, che ci farà sudare e in alcuni casi anche disperare, ma che sarà una palestra di vita fantastica e un’esperienza che difficilmente dimenticheremo.

ragazzi, mettiamocela tutta (:
ORA siamo Big Rockers!

 

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facciamo una prova?

L’altro giorno sono stata a Big Rock.
Ho scritto questo post, ma solo oggi ho il tempo di pubblicarlo. Enjoy (:

Levataccia stamattina.
Ho dormito poco, ma è bastato il primo ‘bip’ della sveglia a farmi saltare in piedi bella pimpante.
Dopo più di due ore di strada (persino il TomTom qui a Roncade perde il senso dell’orientamento) approdo in un parcheggio desolato. L’atmosfera mi sembra subito diversa dall’altra volta in cui ero stata qui. I rumori che sento ricordano più un cantiere edile che una scuola di computer grafica.
E, in effetti, quando entro ci sono scatoloni ovunque, biciclette ovunque (?), avvitatori e tavoli e sedie  e pannelli di compensato e cassette degli attrezzi. Ovunque. 
Mi chiedo cosa stia succedendo..
Pochi minuti ed è Marco a dissipare ogni mio dubbio. Mi spiega che alla fine di ciascun master si riordina tutto e si prepara la scuola per i nuovi masteristi, perché è bello che trovino tutto nuovo e pensato apposta per loro. A questo giro, poi, visto che c’è una ‘valangata’ di iscritti è proprio una rivoluzione.
Marco mi fa fare un tour per i tre piani dell’edificio, mi presenta alcuni dei ragazzi (studenti, alcuni dei quali si stanno improvvisando arredatori d’interni), mi ‘scalda l’atmosfera’. Dopodiché mi molla una 5D Mark III tra le mani e scompare. 
Ora tocca a me.
Oggi ho capito che Big Rock è un luogo di sfide, dove tutto ciò che fai si trasforma in un’occasione per metterti alla prova e tirare fuori il meglio che puoi.
Così inizio a girovagare per aule e corridoi e, cercando di non disturbare chi è al lavoro, sbircio e fotografo tutto ciò che cattura la mia attenzione. Non so bene perché, nè con quale logica, vado semplicemente d’istinto. 
Ed è sempre l’istinto (o forse l’inguaribile curiosità) che mi porta, pochi minuti dopo, a scavalcare il cancello di una ex base missilistica qua vicina insieme a Leo, uno dei Red, che mi spiega che quello è il loro parco giochi, dove si recano se hanno esercitazioni da fare, come in questo caso, o per farsi la guerra con le pistole ad aria compressa. Niente di più normale, no?
Finita l’esplorazione torniamo a scuola, dove qualcuno sta lavorando sodo. E prima di andare a pranzo esco dalla stanza con nelle orecchie un mucchio di termini strani tipo ‘flattalo’, ‘togli lo specular’, ‘ricomposita’, ‘fammi lo still’…di cui posso solo intuire il significato, ma che vorrei tanto comprendere al 100%.
Pranziamo tutti assieme in una specie di mensa gratis (non ho visto nessuno tirare fuori il portafogli per pagare, devo qualcosa a qualcuno??) dove non ho problemi con le mie fisse alimentari perché è tutto a buffet e nessuno viene a farti storie se sei vegan o di qualche altra specie.
Mi sento a mio agio, anche se forse da fuori non si direbbe: parlo poco, ma è solo perchè mi piace ascoltare. E guardare con occhi ancora un po’ estranei ciò che presto mi sarà familiare. Certo che, visti così, qui sembrano tutti un po’ pazzi…
…e io mi sento già un po’ Big Rocker. (:

Ci tenevo a postarlo, è stata una mattinata ‘top’.
E grazie Franco e Maria che mi avete fatto da taxi (:
Qui sotto il video dei Red che terminano la loro avventura a BigRock, alcuni di loro li ho conosciuti!
[vimeo 48611069 w=600&h=500]
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da grande

oggi ho capito cosa voglio fare da grande.
voglio lavorare QUI.

e sono ancora più contenta, ora, di andare a BigRock, perchè inizio a vedere un senso nelle mie scelte..un percorso..una meta per la quale, mi rendo conto, devo ancora fare tanta (ma taaaanta) strada, ma che è l’unica cosa che mi fa andare in visibilio, a sognare ad occhi aperti e non mi fa capire più niente. la mia testa inizia a viaggiare e se nessuno mi ferma io sono già là, in Oregon, a modellare marionette, a inventare personaggi, a dar vita a mondi fantastici.

voglio far sognare la gente, voglio raccontare storie.
e facendolo, voglio divertirmi.

cosa c’è di meglio nella vita?
niente, proprio niente.

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mio fratello..

..è tornato dall’Australia!

sono tornata a Milano apposta per fare una cena con lui e con i miei, già agitata durante il viaggio in macchina con Ga..siamo arrivati, mentre Ga parcheggiava io sono andata incontro a mio fratello, più capellone e barbone dell’ultima volta che l’avevo visto. dopo averlo salutato ed abbracciato sono tornata all’auto e Ga mi fa ‘Mee, che è successo? sei bianchissima..’

mi sono emozionata davvero.
mi tremavano le gambe, sono sbiancata e un pochino-ino (ma senza farmi accorgere) mi sono venuti gli occhi lucidi..cacchio, dopo così tanto..quasi un anno che non lo vedevo (e sentivo molto poco, solo tramite facebook)..non mi sembrava vero di poterlo riabbracciare!
lil’ bro, welcome home! (:

spero tu ti sia goduto un’esperienza così importante e ne abbia colto ogni minuscola sfumatura.
non prendere questo rientro come una ‘prigione’ (la conosco quella sensazione..) ma fai tesoro di ciò che hai vissuto ed imparato per guardare tutto con occhi diversi..e se hai voglia di un giro sul lago..bè, sai dove abito (:

e studia!

short movie di oggi: il trailer di uno dei più bei film che io abbia mai visto.
Qui il trailer italiano.

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JPM5 is out!

con un po’ di ritardo vi comunico che siamo finalmente usciti con il numero 5 della nostra rivista digitale Jumper Photo Magazine! e sono (siamo) orgogliosissimi di presentarvelo!
è stata una lunga scalata, un sacco di problemi tecnici (dovuti alla complessità della struttura di questo numero) ma anche logistici che ci hanno portati ad uscire con un bel ritardo su quanto avevamo previsto, ma che ci hanno dato modo di accogliere tante sfide ed uscirne, infine, vincitori.

La rivista è su AppStore (scaricabile gratuitamente insieme agli altri tre numeri, previo l’acquisto dell’App ‘contenitore’ di JPM a 2.39 euro) e sta occupando i primi posti della classifica delle app scaricate della sua categoria (News).

Questo è un post per dirvi: scaricatela! ma non sfogliatela velocemente alla ricerca di effetti speciali. non ne troverete, ci sarà tanta cura dei dettagli, l’ottimizzazione di una struttura e di un’interfaccia su cui abbiamo lavorato e lavoreremo ancora a lungo, tanta passione che ci porterà a rendere ogni numero più bello e ricco, con un’attenzione particolare a voi lettori, fruitori, che (giustamente..altrimenti che divertimento c’è?) chiedete sempre di più (: quindi godetevela, l’abbiamo fatta per voi.

Il bello, da ora in poi, è che non vi servirà per forza un iPad, per scoprire JPM. potrete leggerla anche da un iPhone, troverete gli stessi contenuti ma uno studio completamente diverso della loro fruizione, perchè diverso è lo strumento e diversa l’attitudine e la gestualità nell’usare un ‘melafonino’ piuttosto che un tablet.

Vi rimando ad una descrizione più approfondita qui, con le parole di Luca Pianigiani, project leader e grande precursore e protagonista del mondo dell’editoria digitale.
Mentre qui sotto trovate lo short movie di oggi, per avere un assaggio in anteprima di JPM5. enjoy!

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I’m back!

eccomi di nuovo (: sto molto meglio e la voglia di scrivere è tornata.
oggi voglio parlarvi di un bel festival che si è svolto in questi giorni qui in Trentino e che si conclude oggi.

si chiama Drodesera (Dro de sera- Dro è la città in cui si svolge) ed è un evento molto particolare che ogni estate rende viva Centrale Fies, un’ex centrale idroelettrica dedicata ora ad eventi teatrali e feste di vario tipo..è una location molto molto molto suggestiva che ogni volta mi lascia a bocca aperta per quanto è bella (è infatti qui che mi piacerebbe ambientare la mia tesi di fine Alta Formazione..ma questa è un’altra storia..a proposito..ho dato ieri l’ultimo esame ‘didattico’!)

Drodesera promuove le arti teatrali con un gusto che, da non intenditrice di teatro, mi sembra molto spinto sulla sperimentazione e la ricerca di nuovi linguaggi. gli spettacoli sono molto incisivi, con messaggi forti e con modalità spesso bizzarre. per esempio, c’è uno spettacolo mono-spettatore. viene ripetuto più volte durante la serata, ma sempre solo con uno spettatore (indispensabile prenotare!)  che è coinvolto attivamente, perchè è lui a dover raccontare un suo incubo, in cambio di un amuleto..

lo spettacolo a cui ho assistito qualche sera fa, sangue sul collo del gatto, interpretato dalla bravissima compagnia teatrale Accademia degli Artefatti, mi ha davvero coinvolta ed entusiasmata. Attori bravissimi mi hanno portata in un mondo tragicomico, dove l’unico e fondamentale elemento di scenografia era un casa in legno, stile americano, rotante su una pedana..l’atmosfera era quindi ad ogni scena sempre differente, nonostante gli elementi fossero sempre gli stessi.

Anche la zona esterna di Centrale Fies è meravigliosa..fuori è possibile mangiare, ascoltare musica live, chiacchierare appoggiandosi a bobine di rame (vuote) trasformate in tavolini o semplicemente osservare rapiti gli alberi pieni di lucine bianche o le proiezioni dei retroscena del festival..

bellissimo, chiunque non sappia cosa fare stasera, se è in zona, dovrebbe proprio farci un salto..
l’unica cosa che cambierei è il menù della lounge zone ..aggiungendo qualcosa di adatto a noi vegani (;

short movie di oggi: un piccolo trailer del festival, che rende molto l’idea dell’atmosfera e dello stato d’animo che molti degli spettacoli ti attaccano addosso e di quanto strambo sia questo festival.

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due cose belle

che ho scoperto in questi ultimi giorni.

una: Deep Sea Green.
una band londinese che spacca davvero.
li ho scoperti ieri, tornando dal lago, ascoltando radio dolomiti..stavano intervistando il bassista, Marco Menestrina (l’illustrazione in homepage sul suo sito è del bravo Tom Baxter), un filmmaker trentino fuggito a Londra, che ha trovato nella musica la sua ragione d’esistere.
la loro musica ricorda un po’ i The Black Keys (che io a-do-ro) e la mia canzone preferita è Nowhere To Hide. potete ascoltare l’intera discografia sul loro sito.
magari mi capiterà di vederli live, sarebbe bello!

due: Christopher Lee + Kristine Songco.
una coppia mitica! lui un illustratore bravissimo, lei una blogger cuoca.
oltre ad essere bellissimi e tenerissimi, hanno un blog che tengono insieme (in realtà credo scriva sempre Kristine) e nel quale postano tutto ciò che fanno, dai macarons alle cartoline illustrate (in vendita qui), dai loro viaggi alle feste di compleanno..con bellissime foto! (:
bello davvero, tanti spunti e tante idee da cui lasciarsi ispirare!

la terza cosa bellissima è lo short movie di oggi: BIKES – Crashing into love di Raoul Paulette.

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e vissero per sempre…

porca miseria, è troppo che non scrivo!
bè, vuol dire che adesso ho un po’ di cose da raccontare (:

primo: sono stata ad un matrimonio. era la prima volta che andavo ad un matrimonio. forse c’ero stata una volta da piccola, ma ho ricordi molto vaghi di una signora un po’ grassa coi capelli ricci, vestita da sposa. del resto non ricordo nulla. quindi non sapevo bene cosa aspettarmi, sebbene immaginassi che non sarebbe stata una gran figata. solo tanto cibo e un gran mal di piedi per le scarpe un po’ strette comprate all’ultimo momento (chi mi conosce sa che non è mia abitudine vestire elegante..) e che credo regalerò ad una mia amica. è stato strano, comunque. mi sono addirittura commossa. non nel vedere gli sposi felici e contenti. ma nel vedere la nonna della sposa, una vecchietta piccolina ed adorabile, assistere pensierosa a tutta la cerimonia e ai festeggiamenti, standosene un po’ in disparte e sorridendo, con quegli occhioni dolci da nonna. poi le si è avvicinata la nipote (la sposa) che, si vedeva, le voleva un gran bene, e lei la ha abbracciata e carezzata con quelle manine dolci da nonna. aveva in viso una gioia così vera che sembrava stesse rivivendo il suo, di matrimonio, e forse stava rivedendo uno ad uno tutti i momenti passati con la nipotina, che ormai era una donna adulta. mi sono scese due lacrime. non so bene cos’è scattato, forse mi è venuta in mente la mia nonna, che ho tanto amato e che mi ha lasciato tanti ricordi, tutti positivi. e che mi manca da matti.

secondo: ho comprato un nuovo mac! anzi, unA mac: è femmina, l’ho battezzata Elettra. è un macbook bianco di ultima generazione che ha subito qualche intervento di chirurgia interna per viaggiare più veloce ed avere la pancia più capiente. è bellissima e rimpiazzerà il mio caro black mac che mi ha accompagnata fin’ora (ma che terrò con me, ci sono troppo affezionata!). e finalmente potrò usare After Effects anche a casa, senza dover ricorrere ai computer di scuola! evviva! cara Elettra, lavorerai sodo (:

terzo: odio odio odio odio odio la gelateria! ma questa non è una novità…

short movie di oggi, making of di una lumaca..ops, chiocciola! (;

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real power is people

oggi i Big Rockers tornano in Italia!
che bello, dev’essere stata un’avventura fantastica (:
loro sicuramente non saranno molto contenti di tornare, ma io si perchè adesso dovrebbero contattarmi dalla scuola per darmi indicazioni su come muovermi, come procedere con scartoffie varie, alloggio ecc..can’t wait!

in questi giorni sto sempre lavorando alla chiusura di JPM5. stiamo lavorando bene (tanto), sta funzionando tutto e la coesione nel team si sente e va alla grande. quindi thumbs up! entro fine settimana dovremmo chiudere il numero (:

il bello di lavorare così, con serenità e con una quasi totale autonomia nella gestione del tempo è che si riesce a respirare ed a trovare momenti per ‘staccare’ per poi tornare a dare il massimo. io ho approfittato del fatto che sono a Milano per rivedere alcuni dei miei più cari amici e fare delle lunghe chiacchierate che, mi accorgo, mi mancavano proprio tanto..

spero che anche a BigRock ci sarà occasione di conoscere persone con le quali poter trovare affinità e poter instaurare ottimi rapporti (:

lo short movie di oggi è troppo carino..ed ho scoperto per caso che il rigging è stato realizzato da Michele Boldoni, un ragazzo che ha frequentato proprio il master in CG a BigRock!

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basketball rules

sono da poco tornata a casa da una partitella di basket con la mia squadra (quella in cui giocavo regolarmente fino a due anni fa ma che, da quando mi sono trasferita, riesco a incontrare solo poche volte, quando torno a Milano).

il basket è energia pura. è troppo bello, in ogni sua sfaccettatura.
richiede resistenza, ma anche velocità. slancio, potenza, occhio vigile ed intelligenza. precisione. coesione tra compagni di squadra, intesa. reattività e anche un po’ di prepotenza.

non c’è sensazione più bella del lanciarsi a rimbalzo, saltare ed afferrare la palla prima di tutti gli altri, averla tra le mani,  proteggerla e sapere che nessuno potrà togliere dalle tue dita la sua superficie ruvida che aiuta a tenerla ben ferma tra i tuoi polpastrelli.

sarà una cavolata, ma io in quei momenti mi sento forte. potente. inviolabile.
in quei momenti c’è concretezza, c’è sicurezza. ci si sente in qualche modo tutelati. odio la sensazione, che invece mi dà il calcio, di non avere mai il possesso di palla, di non poterla gestire e controllare, di vedermela scappare dai piedi senza che nemmeno abbia avuto il tempo di realizzare che la stavo toccando. mi fa venire il nervoso.

viva le mani.
e viva il basket.

lo short movie di oggi è un’animazione molto bella sfornata, ancora una volta, da studenti della Supinfocom.

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