e vissero per sempre…

porca miseria, è troppo che non scrivo!
bè, vuol dire che adesso ho un po’ di cose da raccontare (:

primo: sono stata ad un matrimonio. era la prima volta che andavo ad un matrimonio. forse c’ero stata una volta da piccola, ma ho ricordi molto vaghi di una signora un po’ grassa coi capelli ricci, vestita da sposa. del resto non ricordo nulla. quindi non sapevo bene cosa aspettarmi, sebbene immaginassi che non sarebbe stata una gran figata. solo tanto cibo e un gran mal di piedi per le scarpe un po’ strette comprate all’ultimo momento (chi mi conosce sa che non è mia abitudine vestire elegante..) e che credo regalerò ad una mia amica. è stato strano, comunque. mi sono addirittura commossa. non nel vedere gli sposi felici e contenti. ma nel vedere la nonna della sposa, una vecchietta piccolina ed adorabile, assistere pensierosa a tutta la cerimonia e ai festeggiamenti, standosene un po’ in disparte e sorridendo, con quegli occhioni dolci da nonna. poi le si è avvicinata la nipote (la sposa) che, si vedeva, le voleva un gran bene, e lei la ha abbracciata e carezzata con quelle manine dolci da nonna. aveva in viso una gioia così vera che sembrava stesse rivivendo il suo, di matrimonio, e forse stava rivedendo uno ad uno tutti i momenti passati con la nipotina, che ormai era una donna adulta. mi sono scese due lacrime. non so bene cos’è scattato, forse mi è venuta in mente la mia nonna, che ho tanto amato e che mi ha lasciato tanti ricordi, tutti positivi. e che mi manca da matti.

secondo: ho comprato un nuovo mac! anzi, unA mac: è femmina, l’ho battezzata Elettra. è un macbook bianco di ultima generazione che ha subito qualche intervento di chirurgia interna per viaggiare più veloce ed avere la pancia più capiente. è bellissima e rimpiazzerà il mio caro black mac che mi ha accompagnata fin’ora (ma che terrò con me, ci sono troppo affezionata!). e finalmente potrò usare After Effects anche a casa, senza dover ricorrere ai computer di scuola! evviva! cara Elettra, lavorerai sodo (:

terzo: odio odio odio odio odio la gelateria! ma questa non è una novità…

short movie di oggi, making of di una lumaca..ops, chiocciola! (;

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real power is people

oggi i Big Rockers tornano in Italia!
che bello, dev’essere stata un’avventura fantastica (:
loro sicuramente non saranno molto contenti di tornare, ma io si perchè adesso dovrebbero contattarmi dalla scuola per darmi indicazioni su come muovermi, come procedere con scartoffie varie, alloggio ecc..can’t wait!

in questi giorni sto sempre lavorando alla chiusura di JPM5. stiamo lavorando bene (tanto), sta funzionando tutto e la coesione nel team si sente e va alla grande. quindi thumbs up! entro fine settimana dovremmo chiudere il numero (:

il bello di lavorare così, con serenità e con una quasi totale autonomia nella gestione del tempo è che si riesce a respirare ed a trovare momenti per ‘staccare’ per poi tornare a dare il massimo. io ho approfittato del fatto che sono a Milano per rivedere alcuni dei miei più cari amici e fare delle lunghe chiacchierate che, mi accorgo, mi mancavano proprio tanto..

spero che anche a BigRock ci sarà occasione di conoscere persone con le quali poter trovare affinità e poter instaurare ottimi rapporti (:

lo short movie di oggi è troppo carino..ed ho scoperto per caso che il rigging è stato realizzato da Michele Boldoni, un ragazzo che ha frequentato proprio il master in CG a BigRock!

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basketball rules

sono da poco tornata a casa da una partitella di basket con la mia squadra (quella in cui giocavo regolarmente fino a due anni fa ma che, da quando mi sono trasferita, riesco a incontrare solo poche volte, quando torno a Milano).

il basket è energia pura. è troppo bello, in ogni sua sfaccettatura.
richiede resistenza, ma anche velocità. slancio, potenza, occhio vigile ed intelligenza. precisione. coesione tra compagni di squadra, intesa. reattività e anche un po’ di prepotenza.

non c’è sensazione più bella del lanciarsi a rimbalzo, saltare ed afferrare la palla prima di tutti gli altri, averla tra le mani,  proteggerla e sapere che nessuno potrà togliere dalle tue dita la sua superficie ruvida che aiuta a tenerla ben ferma tra i tuoi polpastrelli.

sarà una cavolata, ma io in quei momenti mi sento forte. potente. inviolabile.
in quei momenti c’è concretezza, c’è sicurezza. ci si sente in qualche modo tutelati. odio la sensazione, che invece mi dà il calcio, di non avere mai il possesso di palla, di non poterla gestire e controllare, di vedermela scappare dai piedi senza che nemmeno abbia avuto il tempo di realizzare che la stavo toccando. mi fa venire il nervoso.

viva le mani.
e viva il basket.

lo short movie di oggi è un’animazione molto bella sfornata, ancora una volta, da studenti della Supinfocom.

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invest in your health today

premesso che io sono un po’ estremista in tutto ciò che faccio, oggi vi voglio parlare di alimentazione. l’argomento mi tocca molto da vicino: non ho mai avuto un buon rapporto col cibo, per svariati motivi. ma credo fermamente nel detto ‘siamo ciò che mangiamo’ e per questo da ormai otto anni sono vegetariana. da circa un anno sono diventata vegan e da un paio di mesi sto provando (non senza sgarrare) un regime alimentare fruttariano.

ho intrapreso quest’ultima strada dopo aver letto questo interessantissimo libro, e da subito ne ho verificati sulla mia pelle i benefici: meno stanchezza, energia e freschezza mentale tutto il giorno, buon umore e zero pesantezza dopo i pasti. e i benefici non sono solo immediati ma anche, e soprattutto, a lungo termine. quasi tutte le patologie che riscontriamo oggi (molti tipi di cancro, problemi al cuore, diabete ecc..) sono dovuti in grande parte ad una scorretta alimentazione, ricca di grassi ed altre (tante!) sostanze nocive per l’essere umano, che ogni giorno assumiamo senza magari rendercene conto e senza sapere quanta fatica stiamo facendo fare al nostro fisico ed in particolare al nostro intestino.

ma non sono qui per fare propaganda a questo tipo di alimentazione e nemmeno per fare una lezione di medicina (non ne ho le competenze e non voglio certo improvvisarmi nutrizionista o medico). sono qui perchè certe cose non le capisco proprio. e alla base di ciò che non concepisco di solito c’è disuguaglianza, imparità, ingiustizia.

rimanendo in tema alimentazione, non capisco come si possa avere a fianco il proprio cane o gatto, coccolarselo e sbaciucchiarselo, parlargli e dirgli ‘caro cagnolino’ o ‘caro gattino’ quando nel piatto si ha, in quello stesso preciso istante, una bella fetta sanguinolenta di quella che poco prima (o molto prima?io starei molto attenta) era una povera creatura viva che, visto che non sa farci compagnia mentre guardiamo la tv, non merita il nostro rispetto, il nostro affetto, e viene privato anche del diritto ad una vita dignitosa sul suo pianeta e derubato delle sue stesse cellule, che madre natura (o chi per lei) gli ha dato e che in nessun modo ci appartengono.

non voglio sembrare la sognatrice fuori di testa e un po’ figlia dei fiori, ma davvero il nostro modo di mangiare, oltre che dannatamente insalubre e per nulla lungimirante, è basato sul nostro delirio di onnipotenza e sull’ignoranza che in troppi ambiti la fa da padrona. siamo gli esseri viventi con il cervello più sviluppato al mondo: perché non utilizzarlo? perchè, almeno nelle cose quotidiane su cui abbiamo potere di scelta immediato e non illusorio, non interrogarci e non scegliere di cambiare strada? sarà una strada un po’ difficile, soprattutto all’inizio, perchè va controcorrente rispetto al pensiero comune, alla massa..ma ci piace tanto fare gli alternativi, gli originali: perchè non partire da qui?

ovvio, ognuno fa ciò che reputa più corretto e adatto a sè, ma forse provare, prima di dire ‘ah, non fa per me’ potrebbe portare sorprese insospettabili (:

ora la pianto e vi lascio con uno short movie (colpevole di questo lungo post) davvero ben realizzato by Alpheus Media. buon appetito.

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PDCA

domani forse sarà l’ultimo giorno di sofferenza causa vacanze BigRock.
questa settimana i ragazzi del master sono in California e quindi anche tutta la scuola e la segreteria ha giustamente approfittato per prendersi una pausa. Marco mi aveva detto di non disperare, ma non pensavo fosse così dura non avere loro notizie per una settimana intera!

Per non soffrire troppo l’astinenza di tanto in tanto (ovvero: ogni giorno) vado sul loro blog di viaggio, dove raccontano in modo simpatico e divertente le varie tappe di questa meravigliosa esperienza che stanno vivendo negli USA…pensare che tra sei mesi starò percorrendo più o meno il loro stesso itinerario mi gasa troppo! non vedo l’ora..e soprattutto sarà bello accorgersi di quanta strada avrò fatto a livello di competenze, ma anche di crescita personale da quando inizierò a quando avrò finito il master..

proprio oggi rileggevo alcune pagine del mio ‘diario dello studente’ (una specie di blog, ma privato) che ci hanno chiesto di scrivere durante questi due anni di Alta Formazioe Professionale. è davvero pazzesco vedere, anche solo nello stile di scrittura, quanto sono cambiata in due anni. sono più serena, più sicura di me (devo ancora fare tanta strada..ma sicuramente sono migliorata!), ho le idee più chiare e anche socialmente ho fatto progressi: sono indipendente, più ottimista, meno schiva, meno timida..wow. credo di non essere mai cambiata così tanto in positivo in così poco tempo. e spero di non regredire mai: viva il miglioramento continuo di Deming! (:

lo short movie di stasera è qualcosa di assolutamente geniale e strippantissimo by WE ARE Pi.

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yesterday ‘n’ today

due. giornate. impossibili.

ho avuto la testa bombardata da input e l’agenda (che non ho) piena di cose da fare.
lavoro, esami, lavoro, lavoro, lavoro, esami, lavoro…
e c’è ancora taaaanto da sistemare prima di uscire su AppStore con JPM5!

fortunatamente oggi il pomeriggio si è concluso con un torneo di calcetto a 5, per scaricare un po’ di tensione e muovere un po’ i muscoli! che sfortunatamente ha visto anche un ferito e qualche morto per mancanza di fiato..speriamo si riprendano in fretta!

e mentre i BigRockers ingoiano cannucce californiane io vado a dormire finalmente ‘presto’ e vi lascio con uno short movie by Elroy che mostra il lavoro di due artisti che adoro: Supakitch e Koralie.

p.s. auguri papi per ieri! (:

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s**t!

mi si è cancellato tutto!
stavo scrivendo un post (del quale, devo dire, ero anche piuttosto soddisfatta) che non leggerete mai..di riscriverlo non se ne parla proprio. non ora, almeno.

anzi, oggi sciopero anche dallo short movie.
vi beccate una mia illustrazione, che ci sta proprio bene stasera.
tiè.

 

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stuck

giornata impegnativa, oggi i software (forse la mia testa?) non avevano intenzione di collaborare.
il mio secondo esperimento con After Effects non mi soddisfa un granchè e InDesign mi sta facendo dannare.

stiamo lavorando al numero 5 di JPM e prevedo giorni di fuoco.
ora ho solo bisogno di dormire..

mi/vi do la buonanotte con questo magnifico short movie di Gustav Johansson.
G’nite, folks.

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i love you, earth

oggi ho sostenuto l’esame di inglese per ottenere la certificazione Trinity. si tratta di una prova orale, una specie di chiacchierata con un insegnante madrelingua, durante la quale viene richiesto di portare un argomento a propria scelta (io ho parlato dei Fab Lab) e nella seconda parte è invece l’esaminatore a sottoporre degli argomenti e a chiedere di parlarne.

ne scrivo perchè mi è stata fatta una domanda alla quale davvero ho fatto fatica a rispondere, non per la lingua in cui era posta, ma per il suo contenuto. la domanda era, tradotta: ‘se avessi un figlio, cosa vorresti per lui?’
ecco, io non lo so proprio. l’idea di avere figli è adesso per me una prospettiva molto (ma mooooolto) lontana. ho sempre temuto l’enorme responsabilità di catapultare su questa Terra un esserino vivo per davvero. che un giorno diventerà uomo, saprà agire, saprà scegliere, saprà che sono stata io a portarlo qui ma non saprà perchè. e io non saprò spiegarglielo. saprò solo amarlo, proteggerlo, rispettarlo, educarlo al rispetto, fare il tifo per lui, sempre e comunque. ma non potrò dargli risposte, perché nessuno le ha date a me e nessuna madre sa darle al proprio figlio. potrà cercarle nelle parole di altri, nei libri, nei credo, ma non sarà soddisfatto. saranno ipotesi o magari consolazioni, per una vita alla quale solo noi possiamo dare un significato intenso, vivendola.

perciò, l’unica cosa che mi è venuta in mente di dire durante l’esame (l’unica cosa che anche ora, ripensandoci, ha per me un senso) è stata ‘vorrei che facesse ciò che più gli piace e lo rende felice, ciò che lo appassiona davvero e per cui sente di essere nato, vorrei che trovasse la sua strada e che la seguisse’.

io sto facendo un passo importante verso ciò che amo, sto iniziando a vedere che le cose, se ci si mette impegno e passione, girano per il verso giusto. sto per andare in una scuola che da subito ho saputo essere il posto adatto a me, ho lottato per entrarci e so che mi farà crescere molto, come persona e come professionista.
in questi due anni ho incontrato persone meravigliose, con loro sto costruendo cose bellissime e continuerò a farlo, e grazie a loro sto finalmente capendo che la felicità non è un’utopia, come tanti credono. e che mamma e papà hanno fatto bene a catapultarmi su questa bella Terra.

short time lapse movie by Michael König.

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hard to say no

mentre la quasi totalità della popolazione italiana è incollata ad un televisore per guardare la finale degli europei di calcio, io me ne sto sola soletta a casa, mi metto tranquilla alla scrivania e lavoro. e devo dire che non mi dispiace affatto.
a parte che del calcio mi frega meno che niente, ho un sacco di cose da fare, da portare avanti e alle quali voglio contribuire. ad esempio, questa è la sera adatta per mettere le mani su JPM (che presto uscirà con il suo quinto numero, anche in versione iPhone!). ho già perso fin troppo tempo, devo darmi da fare!

oggi ho anche capito quanto difficile sia dire no a dei lavori (a delle persone) e quanto sia invece importante saper valutare e dare il giusto peso alle richieste e alle possibilità davanti alle quali ci viene chiesto di scegliere. è davvero difficile essere ‘venditori’ e ‘agenti’ di se stessi, soprattutto se non si riesce a prevedere il futuro, come fa un mio amico. bisogna, ahimè, essere un pochino selettivi e  convinti delle proprie scelte. devo ancora fare tanta strada…

lo short movie di stasera non ha nulla a che vedere con ciò che ho scritto, ma è troppo bello per non condividerlo. Protéigon di Burayan. Enjoy.

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